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venerdì 20 marzo 2015

Troppe ortiche? Facciamone una bella frittata

Come usare le ortiche in cucina: la frittata
L'ortica è un'erba spontanea dei nostri orti, ma non è assolutamente una "erbaccia" come viene talvolta definita. Anzi, è ricchissima di qualità preziose. In questo post la utilizzeremo trattandola come tratteremmo una normale verdura (per esempio, lo spinacio) per preparare una frittata dal gusto particolare.
 

Frittata di ortiche

Dosi per 4 persone

Un kg. di ortiche (200 grammi circa pulita)

Uno spicchio d'aglio piccolo

3 o 4  uova                                

Due cucchiai di birra o latte.

Sale quanto basta

 

L'ortica è un'erba spontanea dei nostri orti, ma non è assolutamente una "erbaccia" come viene talvolta definita. Anzi, è ricchissima di qualità preziose. In questo post la utilizzeremo trattandola come tratteremmo una normale verdura (per esempio, lo spinacio) per preparare una frittata dal gusto particolare.

L'ortica è considerata una delle erbe spontanee più utilizzate, sia in medicina che a scopi alimentari.

Se non sapete resistere all'effetto delle ortiche sulla pelle, trattatela con i guanti. Naturalmente, una volta cotta, l'ortica non punge più.

Caratteristiche dell'ortica.

Come alimento si usano le sommità e le foglie più sane e tenere. L'ortica è benefica nel regolare le funzioni intestinali: combatte sia la diarrea che la stitichezza. Combatte le anemie e abbassa la pressione arteriosa. Viene usata anche per la cura dei capelli, e come antiforfora. Vi sono poi numerosissimi altri usi.

 
Raccogliete gli steli di ortica scegliendoli tra i più giovani. Se vi sembra troppo pungente, utilizzate dei guanti oppure infilate la mano in una busta di plastica.
 
Pulite l'ortica staccando tutte le foglie più sane e più tenere, e scartando gli steli. Mettete le foglie in un colapasta, dove le laverete sottoponendoli ad un getto di acqua e girandole vigorosamente.
 
 
Fate imbiondire in padella uno spicchio d'aglio con poco olio: quando è dorato, toglietelo e buttate nell'olio le foglie di ortica. Fatele rosolare due o tre minuti, poi le mischierete alle uova come descritto nel seguito.
In alternativa potete evitare questo passaggio, e mischierete alle uova le foglie di ortica ben lavate e ancora crude.
 
 

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Rompete le uova e mettetele in una ciotola per essere preparate.

Come rompere le uova.
Le uova non si rompono direttamente nella ciotola, dal momento che, in base alla legge di Murphy, il quarto uovo sarà certamente passato e, cadendo nella ciotola, vi costringerà a buttare via anche i primi tre buoni. Ogni uovo va rotto in un piatto di passaggio, e solo dopo aver verificato che sia fresco (generalmente il tuorlo rimane intero e brillante) passatelo nella ciotola.
Aggiungete alle uova due cucchiai di latte o di birra, che renderanno la frittata più soffice. Questo è anche il momento in cui la frittata va salata, con una punta di cucchiaino di sale fino.
 
 

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Dopo aver spiegato come, perché e quando la luna influisce, prende questo dato come riferimento per calcolare con estrema precisione i giorni più favorevoli alla semina di ogni ortaggio. I nuovi criteri di coltivazione dell’orto tendono a emanciparsi dalla necessità di produrre a tutti i costi: privilegiano la genuinità del cibo e la naturalità dei metodi adottati in ogni fase. Nasce così l’orto biologico, che raggiunge la sua punta più avanzata nell’orto sinergico. In queste condizioni le piante non sono più violentate nella crescita da concimi, ormoni e pesticidi di varia natura, spesso usati massicciamente e oltre la reale necessità. Liberate dai condizionamenti chimici, e affidate nuovamente alle cure di terra, sole, acqua e aria, le uniche cose di cui hanno veramente bisogno, rigenerano la loro sensibilità alle influenze delicate dell’ambiente, come quella, osteggiata e misconosciuta, delle fasi lunari.

Questo libro prende in considerazione alcuni dati scientifici, come il tempo di germinazione e la temperatura necessaria, oltre a un dato che ci viene dalla tradizione millenaria, quello dell’influenza lunare. Dalla sinergia di queste informazioni deriva il calcolo dei giorni più adatti alla semina di ogni ortaggio.

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Miscelate bene il tutto con una frusta o con una forchetta
 
 
Aggiungete all'impasto le ortiche, e mischiate bene ancora.
Mettete ancora a fuoco una padella antiaderente (potete usare quella di prima) e versate l'impasto; badate che si distenda uniformemente e poi lasciatelo cuocere alcuni minuti senza intervenire.
 
 

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Come si gira la frittata.
Se non siete di quei grandi esperti che fanno volare in aria le frittate, potete ricorrere ad un metodo meno spettacolare ma ugualmente efficace. Si può rivoltere la frittata aiutandosi con un coperchio.
Tenendo il coperchio, attraverso la suan presa centrale, con la mano destra, e la padella attraverso il suo manico con la mano sinistra, spostatevi sopra il lavello altrimenti sporcherete tutto il piano della cucina, il che non è una buona cosa, se non altro perché comunque dovrete pulirlo voi.

Qui con una mossa rapida ribaltate la padella tenendo il coperchio sempre ben orizzontale.

 
 

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La frittata resterà sul coperchio, esponendo la,parte inferiore (che ora è diventata superiore) già cotta.
 
 
Infine, sempre il più velocemente possibile, fate scivolare la frittata dal coperchio alla padella, e rimette la padella sul fuoco finché sarà cotta anche dall'altra parte.
Il segreto della buona riuscita sta tutto nella velocità dell'operazione, e nel portare il più presto possibile il coperchio in posizione orizzontale nel momento in cui passa da sopra a sotto.

La vostra frittata di ortiche è pronta, e può essere servita.
 
BUON APPETITO CON LE VERDURE DEL VOSTRO ORTO!

 

martedì 3 marzo 2015

Coltivare il Dente di Leone (o Tarassaco)

Il Dente di leone

Il Dente di leone, o Tarassaco, detto più comunemente Soffione per la forma caratteristica che assumono i fiori raccolti in grandi globi,è un’erba spontanea che potremmo annoverare senza difficoltà tra le cicorie selvatiche, quelle gustose erbe che molti si dilettano a raccogliere nei prati o lungo le strade

 

Il tarassaco o Dente di leone, detto comunemente soffione
 

Queste erbe spontanee sono ottime e ricercate, al punto che sono state anche selezionate delle varietà  coltivate di cicoria selvatica e anche di tarassaco. Queste però non mantengono tutta la qualità ed il gusto delle varietà realmente selvatiche.

Peraltro, la raccolta fatta in campagna, specialmente lungo le strade,  presenta sempre più spesso inconvenienti derivanti da varie forme di inquinamento, come per esempio le contaminazioni di cani e altri animali o, soprattutto, la ricaduta di polveri atmosferiche e metalli inquinanti dovuti alla circolazione di auto che si svolge nelle vicinanze.

 
 

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Dente di leone nel tardo autunno
 

Uno dei metodi migliori per avere cicoria selvatica e genuina consiste nel prelevare delle piante cresciute spontaneamente, spostandole in aiuole protette del proprio orto. In questo post suggerisco di coltivare il tarassaco in uno o più vasi sul proprio balcone.

Piantina di tarassaco o Dente di leone
 
 

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Le piante vanno prelevate con attenzione; per quanto, trattandosi di piante selvatiche, presentino una notevole rusticità, bisogna evitare di strapparle dal suolo: non importa tanto raccogliere la pianta, quanto piuttosto la sua radice. Grazie a questa la coltivazione avviata sul vostro balcone sarà praticamente perenne, perché le piante si rinnoveranno continuamente.

Radici appena raccolte
 
 
Dunque occorre prelevare dal prato la pianta con tutta la radice: infilate nel terreno, a 5-10 cm dalla pianta, una paletta e smuovete il terreno rialzandolo, in modo che tirando leggermente le foglie anche l’apparato radicale esca dal terreno.

Il soffione si riconosce benissimo quando la “palla” dei semi è ben visibile sulla pianta. In altri periodi però, è più difficile distinguerlo da altre erbe; purtroppo, il momento migliore per raccoglierlo è quando i semi sono scomparsi. Se pensate che avrete difficoltà a riconoscere le piante, fate una passeggiata sul prato in agosto-settembre e contrassegnate le piantine infiggendo un bastoncino nel terreno.

 
 

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Raccolta di radici di dente di leone
 
 

Potete usare le radici in due modi.

Il primo consiste nell’ottenere cicoria fresca: potrete forzare le radici del dente di leone come fareste con quelle del radicchio. Tagliate il cespo di foglie poco sopra il colletto, e riducete le radici a  8-10 cm di lunghezza. Disponetele tutte in piedi, abbastanza vicine l’una all’altra, in una cassetta piena di sabbia o terriccio da giardino appena umidi.  Mettete la cassetta in un luogo fresco (ottimi 10 °C) e al buio assoluto. Dopo una ventina di giorno potrete raccogliere delle foglie tenerissime e croccanti.

Se invece volete moltiplicare il dente di leone nei vostri vasi raccogliere le radici in febbraio, tagliatele a pezzi lunghi 5-8 cm e lasciatele asciugare all’aria per 4 giorni, poi interratele a 3-4 cm di profondità nei vasi (va bene qualsiasi terra o terriccio). In primavera spunteranno le piante, che da wuel momento non mancheranno di rigenerarsi tutti gli anni.

Radici di dente di leone. Le due più in alto sono preparate per la forzatura, le tre più in basso per la riproduzione della pianta