martedì 11 marzo 2014

Combattere e debellare le formiche con metodi biologici

Coltivare l'orto piace

Le formiche sono insetti  che solitamente non arrecano danno alle coltivazioni, ma sono anche estremamente prolifici per cui, spesso, il loro numero le fa diventare dannose per molti tipi di coltivazione, anche se in modo indiretto. Tutti i metodi per liberarsene  velocemente e in modo ecologico

 
Le formiche possono arrecare danni alle coltivazioni a causa della loro straordinaria prolificità

Quelle che interessano i nostri terreni si organizzano in grandi colonie che costruiscono dei nidi sotterranei, dai quali invadono i terreni circostanti. E' veramente difficile debellare le invasioni specialmente quando, per motivi misteriosi, attorno al nostro piccolo orto sorgono decine e decine di nidi.
Formiche in prossimità del formicaio
Formiche in prossimità del formicaio
 
Metodi che gli amanti della natura non usano

Esistono molti metodi per eliminare le formiche, ma non tutti sono graditi a chi coltiva un orto con criteri biologici: l'ultima cosa che si vorrebbe fare è inquinare il terreno ricorrendo all'uso di insetticidi, anche se alcuni sostengono la possibilità di usare quelli a base di piretro. Molti, allo stesso modo, non vogliono usare metodi crudeli come quello classico di scoperchiare il formicaio versandoci sopra un secchio di acqua bollente.

Corpo segmentato di una formica
Corpo segmentato di una formica
 
Lotta con metodi meccanici

Se i formicai sono collocati direttamente sulle aiuole di coltivazione, il metodo da privilegiare è quello di una buona vangatura profonda almeno 30cm,  da effettuare tra una coltivazione e l'altra: in questo modo le formiche vanno a ricostituire il loro formicaio in una zona diversa. Una seconda vangatura può essere eseguita appena prima di procedere alla semina, oppure, in quella occasione, si può lavorare il terreno per una decina di centimetri con una zappa, un rastrello o una forca

 
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Lotta con prodotti biologici

Se le formiche provengono da formicai posti al di fuori dal nostro controllo o comunque lontani dalle aiuole, la lotta deve tendere a dissuadere le formiche dal venire a raccogliere o predare nelle nostre zone coltivate. Si useranno perciò essenze dal forte potere repellente nei loro confronti. Queste essenze, reperibili con facilità e facilmente trattabili, andranno spruzzate sul terreno circostante la zona da proteggere, almeno una volta a settimana, fino a che sussisterà il pericolo di invasione. Vediamo nel seguito alcune di queste sostanze.

 
La classica formica delle zolle
La classica formica delle zolle
 
Aceto

Preparate una mistura di acqua e aceto al 50%, e spruzzatela attorno ai fusti delle piante o attorno alle aiuole da proteggere.

Bergamotto

Gli oli essenziali di bergamotto, in virtù della loro straordinaria fragranza, sono impiegati nella produzione industriale di profumi, dolci e liquori. Questa essenza, grazie alla sua freschezza, rappresenta l'elemento di base per la produzione di numerose acque di colonia e cosmetici. Il bergamotto è una essenza repellente per moltissimi insetti: potete usare l'olio di bergamotto da diluire in ragione di 10 gocce per litro di acqua. Se invece disponete dei bergamotti freschi, fatene macerare 500 grammi tagliati in pezzi conservando la buccia in 10 litri di acqua per dieci giorni, poi filtrate e spruzzate sul terreno.

Le formiche possono essere combattute spruzzando sul terreno macerati di ortica (a destra) o di bergamotto (a sinistra)
Le formiche possono essere combattute spruzzando sul terreno macerati di ortica (a destra) o di bergamotto (a sinistra)
 
I macerati più potenti: ortica e menta

I macerati più potenti in funzione repellente contro le formiche, quelli più usati nella tradizione biologica contadina, sono quelli a base di ortica e di menta.
Si preparano nello stesso modo: mettete in un secchio con dieci litri di acqua fredda 500 grammi dei fusti (steli e foglie senza radici) di ortica o di menta, e lasciatele macerare per tre giorni. Al termine filtrate e spruzzate sul terreno, senza diluire. Ripetete se necessario dopo una settimana.
Questi macerati sono innocui per le coltivazioni, e potete spargerli anche fino a contatto dei piedi delle piante. Anzi, hanno anche un certo potere fertilizzante per cui potete usarli, se ne avanza, spargendoli lungo le file delle coltivazioni come fareste con qualsiasi concime a base azotata, cioè in quantità moderata e senza necessità di interrare.
 

La menta ha un forte poter repellente per le formiche
Tutte le specie di menta hanno un forte poter repellente per le formiche. Nella foto, la mentuccia romana
 
Una siepe di menta

Infine, se volete proteggere in modo organico il vostro orticello dalle formiche, circondatelo con una siepe di menta. E' una aromatica perenne che si moltiplica senza problemi, anche se d'inverno pare morire. Anzi, dovrete frenare la sua moltiplicazione perché dopo pochi anni può diventare infestante. Mettete delle piantine a 40-50 cm una dall'altra e lasciatele crescere, non richiedono molte cure se non qualche irrigazione nei periodi troppo caldi.
 

Una siepe di menta protegge l'orto dalle invasioni di formiche. Nella foto, menta piperita in fiore.
Una siepe di menta protegge l'orto dalle invasioni di formiche. Nella foto, menta piperita in fiore.
 
 
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Malattie dell’orto. La lotta agli afidi previene le infezioni virali

La lotta agli afidi contrasta le infezioni virali

E se fosse proprio un virus? Come è noto, non esistono rimedi:e una volta che il virus dannoso si è installato nelle fibre dei nostri ortaggi, non c’è più modo di impedire che la pianta cessi di produrre e muoia. Tuttavia, è possibile operare a monte, tenendolo lontano dalle piante. Il metodo c’è.

Sono noti diversi tipi di virus che aggrediscono le zucchine. In Italia le virosi più diffuse sono il  CMV (Cucumber Mosaic Virus  - Virus del Mosaico del Cetriolo), il WMV (Watermelon   Mosaic Virus - Virus del Mosaico dell’Anguria)   e  lo ZYMV (Zucchini Yellow Mosaic Virus - Virus del Mosaico   Giallo dello Zucchino), senza dimenticare l’ultimo aggiunto cioè il   il MWMV (Moroccan Watermelon   Mosaic Virus).

Tutti questi virus hanno in comune la proprietà di essere diffusi dagli insetti che frequentano le nostre piante, in particolare dagli afidi. In alcune colture industriali biologiche, specialmente in Liguria, si è tentato di prevenire le infezioni virali tenendo gli afidi lontani dalle coltivazioni, per esempio coprendole con tessuto non tessuto.

A livello di ricerca si sta cercando di individuare ceppi virali che, inoculati nelle piante, siano in grado di contrastare i virus dannosi.

L'ortica è una delle armi più efficaci per la lotta biologica contro gli afidi
 

Considerando che i nostri orti sono assai lontani da queste possibilità, non dobbiamo dimenticare che, invece, siamo abilissimi nella lotta biologica contro gli afidi. Questa nostra abilità è spesso coronata da successo perché i nostri orti consistono di poche piante, sulle quali possiamo concentrare i nostri sforzi.

Occorre anche dire che molto spesso, per quanto riguarda gli zucchini,  insistiamo con i trattamenti a base di zolfo o zolfo ramato per prevenire l’oidio che è visibilissimo, e trascuriamo i trattamenti antiparassitari perché gli afidi non creano grosse concentrazioni o colonie visibili sulle piante di zucchini.

Quindi, mentre ci proponiamo di non trascurare i trattamenti antiparassitari biologici sulle nostre piante di zucchini e cucurbitacee in genere, vogliamo ricordare brevemente quali sono questi trattamenti. Sono essenzialmente irrorazioni di preparati liquidi, fatti sulle piante con spruzzatori manuali. I preparati si ottengono tutti con elementi naturali sottoposti a due procedimenti diversi, per cui prendono il nome di macerati o di infusi.

Dopo aver fatto macerare l'ortica per un paio di giorni, la si può filtrare per poi spruzzarla sulle piante
 

I macerati

I macerati si ottengono lasciando macerare in acqua semplice, per qualche giorno, delle essenze vegetali, tra le quali la più rappresentativa è sicuramente l’ortica, sia per la sua efficacia sia per la facilità di reperire questa pianta lungo i confini dei nostri orti o anche tra le aiuole, se siamo così intelligenti da non estirparla tutta.

Un’altra essenza efficace è l’equiseto, più comunemente detto Coda di cavallo, che cresce solitamente vicino ai corsi d’acqua o sulle sponde di piccoli laghi.

Ci sono poi molte altre essenze che possono essere utilizzate in questo modo come per esempio la menta, la ruta, il basilico, il prezzemolo, la mentuccia.

Anche le cimici sono vettori di virus dannosi per le piante, che vengono trasmessi con  le loro punture
 

La ricetta dei macerati

In un secchio con 8-10 litri d’acqua immergere una quantità di essenza fresca pari a 500-1000 grammi. Spingete tutto sott’acqua e lasciate macerare per due giorni almeno. Periodi più lunghi servono solo ad aumentare il cattivo odore e non  garantiscono maggiore efficacia.

Dopo due giorni completi filtrate il liquido in modo da poterlo mettere in uno spruzzatore senza che i fori vengano otturati; potete usare anche gli spruzzatori che contenevano prodotti per la casa, ben lavati.

Se dovete irrorare piantine ancora piccole diluite il preparato in questo modo: 25% di preparato, 75 % di acqua. Diminuite la diluizione per piantine più cresciute. Per piante ormai grandi fate una diluizione al 50%.

La diluizione è una norma prudenziale e  deriva dal fatto che il preparato può contenere azoto troppo concentrato, che potrebbe danneggiare le piantine.

Gli infusi si preparano rapidamente con acqua bollente e essenze come l'aglio o il peperoncino
 
 
 
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Gli infusi

Gli infusi si ottengono rapidamente versando un litro  di acqua bollente su  3 spicchji di aglio, oppure 2-4 peperoncini secondo la grandezza, oppure due sigarette o quantità equivalente di tabacco. Nel caso dell’aglio schiacciatelo prima, nel caso del peperoncino sminuzzatelo.

Quando l’infuso è freddo può essere spruzzato sulle piante. Anche in questo caso, come norma prudenziale per evitare effetti troppo violenti, consiglio una diluizione come già detto per i macerati.

Con il tabacco si prepara un ottimo infuso anti-cimice
 

Il sapone di Marsiglia

Alcuni usano preparare un composto da spruzzare sciogliendo semplicemente 30 grammi di scaglie di sapone di Marsiglia in un litro di acqua. Questo preparato è efficace in quanto è appiccicoso.

Per quanto riguarda i preparati vegetali già descritti, sia i macerati che gli infusi, consiglio sempre di aggiungere per ogni litro un cucchiaio di scaglie di sapone di Marsiglia o anche un cucchiaio di detersivo liquido domestico per stoviglie. L’effetto di questa aggiunta è di aumentare la tensioattività del preparato, cioè rendere possibile una aderenza molto superiore alle foglie su cui viene spruzzato. Questo risulta molto utile specialmente per le piante a foglie cerose, come per esempio i cavoli.

Anche il peperoncino è alla base della preparazione di molti infusi anti-afidi
 

Che fare con il preparato che avanza

Il preparato che avanza dopo poco tempo comincerà ad emanare un puzzo tremendo, per cui è sconsigliabile conservarlo per usi futuri: se necessario si potrà prepararne di fresco. Tuttavia la parte avanzata non va gettata, perché è un fertilizzante prezioso. Quindi potete distribuirlo alla base delle vostre piante, evitando di metterlo tutto addosso a una pianta sola. Per questa operazione sono preferite le verdure a foglia (insalate, ecc).

L'ortica è efficace anche essiccata. Si può raccogliere nei periodi di maggiore abbondanza lasciandola essiccare al sole, e conservandola poi in sacchetti di tela. La quantità da usare va rapportata al peso da verde
 

Quando ripetere il trattamento

Il trattamento si può fare anche continuativamente sulle piante, ripetendolo ogni settimana; nel caso fosse necessario si può ripetere anche ogni due o tre giorni perché non ha effetti dannosi sulle piante, anzi ha un effetto blandamente fertilizzante. Naturalmente non bisogna esagerare nella concentrazione. Tenete conto che gli afidi irrorati non stramazzano subito al suolo ma restano al loro posto apparentemente indifferenti: solo dopo due o tre giorni noterete che non ci sono più.

L'equiseto o Coda di cavallo cresce nei luoghi umidi ed è efficace come l'ortica
 

Quali piante trattare

Si possono trattare praticamente tutte le piante da orto, anche le insalate che poi però dovranno essere ben lavate. Non occorre versare litri di preparato sulle piante, con uno spruzzatore molto fine capace di nebulizzare il getto non occorre insistere più di mezzo secondo su un’area, cioè l’irrorazione va fatta muovendo continuamente il getto verso le zone successive, senza soffermarsi.

Le piante si possono irrorare in ogni fase della loro crescita, anche a pianta fiorita: in questo caso però bisogna avere l’accortezza di non irrorare i fiori.

Il peperoncino si conferma pianta dai mille usi
 
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