martedì 3 marzo 2015

Uccelli del campo e dell'orto: le allodole

Uccelli del campo e dell'orto: le allodole

L'allodola è un uccello con piumaggio di colore marrone più chiaro nella parte ventrale, mentre è leggermente striato di nero sul dorso. Sul capo si può notare un piccolo ciuffo erettile, più visibile quando l'animale è spaventato. E' il più grande alaudide europeo, con 20 cm di lunghezza e 35 cm di apertura alare. Pesa circa 40 grammi. Il nome scientifico è Alauda arvensis.

Le penne timoniere esterne della coda sono bianche, come pure i margini posteriori delle ali. Il maschio e la femmina hanno le stesse caratteristiche, i giovani si distinguono perché hanno la schiena di colore marrone scuro. Il piumaggio delle allodole è sempre poco appariscente, e ciò le consente di mimetizzarsi con il terreno, dove nidifica.

 

Allodola. Foto da Wikipedia

 

L'allodola è diffusa in tutti i paesi Europei, come pure in Asia e Africa e nella Nuova Zelanda. In Italia è presente in tutte le regioni, meno frequentemente in Sicilia e Puglia. Può nidificare dal livello dle mare fino ai 2000 metri.

L'allodola canta per lo più volando ad altezze considerevoli, ma talvolta anche dai rami o dai posatoi occasionali. Tipicamente è il maschio che canta, non solo nel periodo riproduttivo. Il repertorio è vastissimo, e non è raro sentir cantare un'allodola per periodi fiono a 20 minuti.

 
 

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L'allodola è ancora molto comune nelle campagne italiane, specialmente nelle aree agricole dedicate alla coltivazione dei cereali. In genere frequenta le grandi estensioni aperte aperte a vegetazione bassa, quindi la si può trovare anche nei campi di trifoglio o di prodotti orticoli. Non la si trova facilmente nei terreni molto umidi.
 
L'allodola vive anche sulle dune sabbiose

 

La maggior parte delle allodole è stanziale, cioè rimane nella stessa zona per  tutto l'anno. Solo quelle che hanno nidificato in montagna, durante l'inverno scendono verso il piano. Molte altre si spostano, in ottobre-novembre, verso le regioni del sud o verso le isole. A queste allodole italiane si aggiungono quelle migranti dal nord Europa, dunque la metà dell'inverno è il momento in cui le allodole sono più numerose
 

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Nel volo le allodole formano piccoli stormi, con un volo ondeggiante, alternato da battiti e chiusure di ali. Amano le "picchiate", che consistono nel portarsi a qualche centinaio di metri d'altezza scendendo poi verso terra ad ali chiuse: solo a poca distanza dal suolo rirendono il controllo del volo. Sul terreno l'allodola cammina e saltella, mantenendo il corpo orizzontale. I nidi vengono costruiti nelle depressioni naturali del terreno. L'allodola si nutre di semi e germogli, ma durante il pperiodo riproduttivo mangia anche insetti, ragni e lumache: con questi vengono alimentati anche i piccoli nei nidi.
 
Allodola. (Foto F. Ballanti)

 

Dalla fine di febbraio gli individui tendono ad isolarsi, e i maschi intensificano l'attività canora per attirare le femmine nei loro territori. Il corteggiamento è costituito da una parata nel corso della quale il maschio apre la coda, arruffa le piume a danza saltellando attorno alla femmina.  Dopo l'accoppiamento la femmina prepara il nido nel terreno, con steli e radichette. La femmina depone da 3 a 6 uova grigio-biancastre con piccole macchie brune e picchiettature verdastre, della dimensione di 24x17 mm. La deposizione avviene tra marzo e agosto e la cova dura 11-14 giorni. I pulcini vengono nutriti anche dal maschio, e dopo tre settimane circa sono capaci di volare. Solitamente l'allodola porta a termine 2 o tre covate all'anno.
 
 
 
L'allodola ama vivere nei campi coltivati a graminacee
 

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sabato 28 febbraio 2015

Combattere le cimici nell’orto. Rimedi biologici.

La cimice danneggia i pomodori. Lotta biologica

La cimice è un insetto particolarmente dannoso peri pomodori. Infatti, le sue punture rendono inservibili i frutti.  Per fortuna può essere combattuta abbastanza agevolmente sulle piccole superfici, senza ricorrere a prodotti chimici.

Chiunque si sia cimentato nella coltivazione dell’orto, ma anche del giardino, avrà fatto esperienza di un insetto fastidiosissimo e dannoso, la cimice. Quella che infesta le piante si chiama Palomena vividissima, per il caratteristico colore verde vivo dalla funzione mimetica. Si nutre della linfa delle piante pungendole, e aspirando la linfa. Con questa operazione, oltre a danneggiare la pianta con le punture e la sottrazione del liquido vitale, la cimice si fa anche vettore di virus e infezioni fungine.
 

 

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Quando i frutti sono maturi la sua azione si concentra specialmente su questi, e le punture provocano delle caratteristiche ed antiestetiche macchie bianche loro sulla superficie.
La cimice è un insetto di medie dimensioni, circa un centimetro e mezzo. Se disturbata si alza in volo e secerne un liquido dall’odore repellente.
 
Tipi di cimici che possiamo trovare nell'orto
 

In prossimità dell’autunno la cimice cambia colore. Da verde a  grigio, e nel periodo freddo cerca rifugio all’interno delle case. Esistono comunque diverse varietà di cimici, alcune anche punteggiate.

 
 

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano agli infernali Fatali, Habanero, Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

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Per fortuna la cimice può essere combattuta abbastanza agevolmente sulle piccole superfici, senza ricorrere a prodotti chimici. Si possono spruzzare le piante infestate con semplice acqua e sapone, o acqua e peperoncino, ma il rimedio più efficace, cioè la sostanza a cui sono più sensibili, è il tabacco. Negli usi estensivi il tabacco viene sconsigliato, quindi andrà usato con moderazione.

Un infuso di tabacco è un rimedio ecologico ed efficace per la lotta alle cimici.
 

Appena ci si accorge della presenza di cimici si può preparare rapidamente un infuso di tabacco, in questo modo. Fate bollire un litro di acqua, nel frattempo sbriciolate in una ciotola un paio di sigarette o una punta di sigaro o due pizzichi di tabacco trinciato: versateci sopra l’acqua bollente e lasciate raffreddare. L’infuso è pronto: mettetelo in uno spruzzatore e spargetelo sulle piante.
E’ consigliabile aggiungere all’infuso un cucchiaio di detersivo per piatti, in modo da aumentarne la tensioattività cioè l’adesività alle piante.
Se l’infestazione è leggera, è consigliabile diluire al 50% il preparato, che può svolgere anche così la sua funzione senza sovraccaricare le piante di sostanze estranee. Comunque l’infuso non è dannoso per le piante, l’operazione si può ripetere quante volte si vuole.
 

 

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